C’è un’Umbria che, anche nei ponti primaverili, continua a parlare soprattutto italiano. È quanto emerge dall’indagine realizzata da Agriturist Umbria sull’andamento delle prenotazioni in occasione del ponte tra il 25 aprile e il 1° maggio: una fotografia fatta di segnali positivi, numeri incoraggianti e alcune criticità che il settore conosce bene.
Il dato più evidente riguarda la netta prevalenza della clientela nazionale. I ponti brevi si confermano infatti terreno privilegiato per il turismo interno, caratterizzato da spostamenti rapidi, soggiorni di breve durata e una crescente attenzione verso esperienze autentiche e legate al territorio.
Accanto a questo scenario, si consolida anche una componente internazionale, seppur ancora contenuta. Il 15% delle aziende segnala una presenza composta per l’80% da italiani e per il 20% da stranieri, mentre un ulteriore 10% indica un equilibrio più marcato (60% italiani e 40% esteri). Quote minori, ma significative, evidenziano un mercato internazionale attivo: l’8% delle strutture registra una presenza paritaria tra italiani e stranieri e un ulteriore 8% rileva una prevalenza di clientela estera.
“Se la domanda c’è – sottolinea Matteo Martelloni, presidente di Agriturist Umbria – a preoccupare è piuttosto la capacità di supportarla. Gli operatori segnalano una difficoltà sempre più marcata nel reperire personale nei momenti di maggiore lavoro, una criticità che rischia di incidere sulla qualità dell’accoglienza proprio nei periodi di alta affluenza”.
Parallelamente, sul piano istituzionale, Agriturist Umbria insieme a Confagricoltura Umbria ha posto l’attenzione sul tema della fiscalità locale. Le due organizzazioni hanno infatti inviato una comunicazione ad ANCI Umbria, ai Comuni e all’assessore regionale competente, chiedendo di sospendere alcune iniziative relative all’applicazione della TARI, ritenuta non conforme alle normative vigenti. Una posizione chiara, supportata da basi giuridiche, su cui si attende ora un confronto istituzionale.
Il settore, tuttavia, non si limita a una posizione difensiva. Da tre anni è attiva la rete d’impresa “Un viaggio nel cuore dell’Umbria”, nata per promuovere un modello di turismo integrato ed esperienziale. Il progetto coinvolge agriturismi, imprese e realtà associative con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio naturale e culturale regionale, dalle aree Natura 2000 ai cammini, dai sentieri al cicloturismo.
In questa direzione si inserisce anche l’accordo con la Federazione Ciclistica Italiana, finalizzato a rafforzare il turismo su due ruote, un segmento in forte crescita e sempre più strategico per uno sviluppo sostenibile del territorio.
Proprio da cammini, ciclovie e mobilità lenta prende forma una visione più ampia, che guarda oltre i confini regionali e punta a promuovere l’Italia come destinazione diffusa, capace di integrare territori, esperienze e qualità dell’offerta.
Le indicazioni raccolte rappresentano un segnale positivo anche in vista della stagione estiva, con un buon andamento delle prenotazioni e un interesse crescente verso soggiorni sostenibili e di qualità.
L’indagine conferma, nel complesso, come l’Umbria continui a essere una destinazione attrattiva per un turismo lento e consapevole. Il ponte primaverile ha rappresentato un banco di prova significativo, che restituisce un quadro di moderato ottimismo per i prossimi mesi.





