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ZES UNICA AGRICOLA 2026: NUOVE OPPORTUNITÀ ANCHE PER LE IMPRESE UMBRE

Dal 2026 anche una parte dell’Umbria entra ufficialmente nel perimetro della ZES Unica, grazie all’estensione prevista dalla Legge n. 171/2025. Sono 37 i Comuni umbri interessati – 34 in provincia di Perugia e 3 in provincia di Terni – che potranno beneficiare delle agevolazioni fiscali previste per le aree del Mezzogiorno.

Per il comparto agricolo, la principale novità riguarda la proroga del credito d’imposta ZES, rifinanziato dalla Legge di Bilancio 2026 con una dotazione di 50 milioni di euro. La misura sostiene gli investimenti effettuati dal 1° gennaio al 15 novembre 2026 da imprese agricole, forestali, della pesca e dell’acquacoltura localizzate nei territori ammessi.

Il beneficio può arrivare fino al 65% delle spese ammissibili per micro e piccole imprese agricole, con percentuali che possono raggiungere l’80% in caso di investimenti orientati alla sostenibilità ambientale, al benessere animale o realizzati da giovani agricoltori under 40. L’investimento minimo richiesto è di 50.000 euro.

Tra le spese finanziabili rientrano macchinari agricoli, impianti, attrezzature, fabbricati rurali e opere funzionali all’attività produttiva, oltre ai terreni entro il limite del 10% del progetto. Sono invece esclusi interventi di manutenzione ordinaria, capitale circolante, acquisto di animali e colture annuali.

Dal punto di vista operativo, l’accesso al beneficio richiede un progetto tecnico strutturato, accompagnato da una perizia professionale utile a dimostrare il reale incremento produttivo, tecnologico o ambientale dell’investimento, oltre a una certificazione da parte di un revisore legale o professionista abilitato per attestare la correttezza contabile delle spese e il rispetto delle normative sugli aiuti di Stato.

La procedura prevede due fasi: una comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate, da presentare dal 31 marzo al 30 maggio 2026, e una successiva comunicazione integrativa, prevista tra il 20 novembre e il 2 dicembre 2026, relativa agli investimenti effettivamente realizzati.

Particolare attenzione va posta alla scadenza del 30 maggio 2026: la mancata presentazione della comunicazione preventiva comporta infatti la perdita del diritto al credito d’imposta per gli investimenti dell’anno in corso. Considerate le risorse limitate disponibili, inoltre, non si esclude un eventuale riproporzionamento del beneficio in caso di richieste superiori al plafond stanziato.

 

 

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