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Attività sindacale in merito all’applicazione del Reg (UE) 167/2013 (MR “Mother Regulation”), relativa alla circolazione stradale per le masse delle macchine agricole

Il Regolamento UE 167/2013 (Mother Regulation), in vigore dal 1 gennaio 2016, ha ridisegnato le prescrizioni per l’omologazione comunitaria, anche per i rimorchi agricoli (R) e le attrezzature intercambiabili trainate (S), senza entrare nel merito delle disposizioni di circolazione stradale che restano di spettanza degli Stati Membri.

Il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti (MIT), dunque, nelle due circolari sotto richiamate ripercorre i principali articoli del Codice della Strada (CdS, D.lgs. 285/1992) relativi alle masse e sagome limiti delle macchine agricole, precisando alcuni aspetti anche in relazione alla sicurezza delle infrastrutture stradali.

Il MIT, con le circolari n. 22192 del 13 agosto 2020 e n. 31802 del 9 novembre 2020, ha fornito alcune indicazioni e prescrizioni cautelative in relazione alla sicurezza delle infrastrutture stradali relativamente alle masse dei veicoli isolati e dei treni agricoli. .

Le principali novità che interessano gli utilizzatori di macchine agricole sono legate alla circolazione stradale dei treni agricoli.

Difatti, a partire dal 1 gennaio 2021, se non interverranno, modifiche/proroghe della disposizione, per la circolazione su strada dei treni agricoli che superano le masse di 30t se a 3 assi, di 40t se a 4 assi, di 44t se a 5 o più assi occorre munirsi dell’autorizzazione come veicolo eccezionale dell’Ente proprietario della strada Oltre all’autorizzazione sarà necessario il pagamento di un indennizzo per la maggior usura della strada, secondo le tariffe previste per gli autoveicoli ed i rimorchi industriali.

Sull’introduzione del nuovo obbligo introdotto dalla circolare n. 22192 del 13 agosto 2020, sono subito emerse diverse criticità su cui la Confagricoltura è intervenuta presso il MIT, congiuntamente  con le associazioni degli agromeccanici (CAI, Uncai), dei commercianti (Unacma) e dei costruttori (Federunacoma).

La successiva circolare n. 31802 del 9 novembre 2020, nonostante abbia chiarito alcuni aspetti che avrebbero creato notevoli difficoltà applicative, non ha affrontato una delle questioni più delicate legata all’ammontare dell’indennizzo.

Ne consegue che gli operatori agricoli ed agromeccanici, per i treni che superano le suddette masse, verrebbero a versare un indennizzo che non corrisponde in alcun modo al reale utilizzo dell’infrastruttura stradale.

Per tali motivi, Confagricoltura congiuntamente alle associazioni sopra richiamate ha chiesto alle Direzioni competenti del MIT di riesaminare i criteri attualmente previsti di applicazione degli indennizzi per la maggiore usura per la circolazione stradale dei treni agricoli, al fine di evitare un eccessivo ed incongruo costo per gli utilizzatori, trattandosi di trasporti caratterizzati da un numero molto limitato di viaggi. Peraltro in sede di conversione in legge del decreto legge ristori quater è stato presentato un emendamento che va in questa direzione.

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