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TRANSIZIONE ENERGETICA E TUTELA DEL PAESAGGIO UMBRO: DISCIPLINA PER L’INSTALLAZIONE DI IMPIANTI A FONTI RINNOVABILI

La Giunta regionale dell’Umbria ha approvato la legge ” Aree idoneedel 16.10.25 n.7 “Misure urgenti per la transizione energetica e la tutela del paesaggio Umbro”, pubblicato sul bollettino ufficiale della regione Umbria il 17.10.25 n. 51 che disciplina l’individuazione delle superfici e delle aree idonee per l’installazione di impianti a fonti rinnovabili.

ll provvedimento si inserisce infatti nel quadro del burden sharing nazionale che prevede, entro il 2030, il raggiungimento di potenza aggiuntiva da FER (Fonti di Energia Rinnovabile) nella Regione Umbria, contribuendo al raggiungimento dell’obiettivo nazionale di 80 GW.

Si tratta di un tassello fondamentale nel quadro degli obiettivi nazionali e comunitari di decarbonizzazione e autonomia energetica, con un approccio che mira a bilanciare sviluppo, sostenibilità ambientale e tutela del territorio agricolo.

La legge aree idonee getta le basi per sviluppare in Umbria nuovi impianti di energia pulita in maniera più sostenuta, con meno burocrazia e più autorizzazioni.

Un quadro normativo per accelerare la transizione energetica

Il PdL definisce le aree considerate idonee per gli impianti FER (Fonti di Energia Rinnovabile), con procedure semplificate per l’installazione e un disciplinare che recepisce la normativa italiana integrata da criteri specifici regionali.

Aree idonee sono principalmente: superfici e coperture di edifici, parcheggi, insediamenti produttivi esistenti o dismessi (con zona di rispetto di 500 metri), discariche e cave cessate o abbandonate; aree adiacenti alla rete autostradale (A1, E45, Terni-Orte, Perugia-Bettolle) e linee ferroviarie entro 300 metri ecc.

Aree non idonee sono principalmente: siti Unesco, la Rete Natura 2000, zone di tutela e a rischio di dissesto idrogeologico, le aree protette ricomprese nel perimetro dei beni sottoposti a tutela ai sensi della Legge 42/2004, ecc.

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